mercoledì 13 dicembre 2017

Wicca – an introduction, J. Mitchell

Allora, mi devo scusare – più che altro con me stessa – per la lettura di questo obbrobrio. C’è da premettere che l’ho scaricato gratuitamente (e legalmente, si tratta di una autopubblicazione) su internet, ed ero convinta di aver trovato un altro libro sulla Wicca di un altro autore che avrei voluto leggere (e che vedo sempre in libreria, ma è un po’ costoso per le mie tasche). Ma ho scoperto dopo l’introduzione che non si trattava di certo del libro che intendevo io. Si perché, nei saluti dell’introduzione si esordisce con una cosa tipo “hello everyone, xoxo” (è in inglese chiaramente). E già lì sono rimasta allibita. Ma non volevo essere prevenuta nei confronti di un’opera che comunque avrebbe potuto contenere qualche spunto interessante. E dopo le prime pagine ho capito che avevo già bisogno di prendere appunti:


Nell’introduzione l’autore dice di aver avuto disperato bisogno di una persona brava con lo spelling che revisionasse il libro
La prima frase del primo capitolo contiene un errore di ortografia
C’è un elenco delle cose che si impareranno da questo “libro”
L’intero libro è scritto con espressioni colloquiali al limite dell’insulto
L’autore si vanta di praticare la Wicca da tre anni e mezzo (giustamente scritto 3 ½)
E dice di aver già scritto altri libri in merito
E dice di tenere pure dei corsi
Wicca è sempre scritto in minuscolo
“Et voilà” è scritto “Wallà” (no, non sto scherzando)
Dice che le streghe non credono nel diavolo (giusto) perché per crederci bisogna essere cristiani (giusto), ebrei (eeeh…) o musulmani (…se vabbé)
Cito testualmente: «Quando posso chiamarmi strega? Anche adesso se ti piace»
Cito testualmente: «Il famiglio della strega è il suo animale domestico, e tradizionalmente erano pipistrelli, ragni, rane, serpenti, gatti neri, ecc»
Nella frase sopra citata, la parola “erano” è scritta «where» invece che «were» (tanto per darvi un esempio degli errori presenti nel libro)
Le streghe possono essere di tutti i colori. Bianche, nere, grigie. Anche marroni.
La legge del tre è il karma
Le streghe non invocano demoni, spiriti e fantasmi perché la Wicca non è un telefilm.
Le streghe non fanno i malefici.
Più avanti si parla di come costruire “le bambole voodoo”
Non si fanno riti se la luna è nuova o se si hanno preso medicine
Consiglio dell’autore: vicino ai fuochi non si indossano le vesti rituali, perché sono larghe e rischiano di prendere fuoco, e «abbiamo già avuto abbastanza streghe bruciate» (si, ho citato testualmente)
Subito a seguire la storiella di un suo amico che danzando attorno all’Altare, l’ondeggiare della veste ha fatto cadere le candele, «(che imbarazzo!)» (si, ho citato testualmente)
La Divinità «Diana» viene chiamata «Dinana». Ripetutamente.
Cito testualmente: «La maggior parte della gente in questo mondo di oggi andrebbe da un medium e pagherebbe più di 60$ per una sola lettura. Hai mai pensato di sviluppare le tue abilità medianiche così puoi farti da solo i consulti e farli anche ai tuoi amici? »
Secondo l’autore «Beltane è il periodo ideale per i pic nic. E anche la festa del matrimonio e del sesso. »
La festività di Litha viene chiamata «Lither» (non è mica la lettiera del gatto?)
Nelle avvertenze all’inizio del libro si dice di non applicare gli olii sulla pelle. Più avanti si parla degli olii e si dice di applicarli sulla pelle.
Ci sono pubblicità.
Insomma non so proprio come ho fatto a farmi sfuggire questa perla! Anche se siete curiosi e volete farvi due risate, vi prego di non scaricare questo libro e di non dare visibilità all’autore, il quale spero nel frattempo si sia fatto un esame di coscienza.

Nessun commento:

Posta un commento