venerdì 29 dicembre 2017

Etruscan Roman remains in popular tradition, C. G. Leland


Un tomo che ho cercato in lungo e in largo, e fortunatamente sono riuscita pure a trovare in italiano.
Dunque, sul libro in sé c’è da dire un paio di cose. E’ stato tradotto in fretta e furia a più mani, ed è lampante. Purtroppo è pieno di errori di battitura, e penso sia un peccato. La grafica di copertina è aberrante, tanto che ho esitato ad acquistarlo. Piuttosto che un’orrenda fata in computergrafica sarebbe stata preferibile anche una sobrissima copertina monotono.
Per quanto riguarda i contenuti, l’ho trovato interessante sotto diversi punti di vista. Per quanto riguarda l’autore, di cui emergono di tanto in tanto i punti di vista, e limitiamo a dirci che sono un filino razzisti quelli di un uomo del suo tempo. Passando invece al filo conduttore dell’opera, l’ho trovato estremamente interessante. Innanzitutto perché, per quello che si può trovare attualmente in italiano sull’argomento, bisogna leggere opere straniere. In seconda battuta, dando per buona la parola di Leland sull’autenticità delle sue ricerche, riusciamo a dare una sbirciata sull’universo del nostro stesso folklore, che purtroppo ormai abbiamo perso.

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