lunedì 6 febbraio 2017

Poesie, Fernando Pessoa

Editore: Newton Compton | Lingua: Italiano e Portoghese | Numero di pagine: 378 | Isbn-13: 9788854168190 | Curatore: Orietta Abbati ; Postfazione: Piero Ceccucci



È qui raccolta un'ampia antologia (172 componimenti) della poesia orto-eteronima più significativa di Fernando Pessoa. Ricchi di suggestioni, i versi firmati da Alberto Caeiro, Ricardo Reis, Alvaro de Campos - i vari eteronimi dell'autore - costituiscono un inimitabile intreccio di voci, che proviene dal fondo della coscienza di un unico individuo, capace di accogliere in ciascuna parte di sé le tensioni più profonde dell'intero modernismo novecentesco europeo. Vivificato dal tocco del genio, viene inscenato un "dramma in gente", che giunge fino a noi ammaliandoci ma anche inquietandoci profondamente.

Confesso che Pessoa non era affatto sulla mia wishlist, ma ci sono arrivata comunque, spulciando gli scaffali delle sezioni di poesia. Mi è piaciuto, e anche se non rientra nella rosa dei miei preferiti, lo consiglio vivamente. Testo originale a fronte, come sempre, graditissimo.

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L’AUTORE Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – Lisbona, 30 novembre 1935) è stato un poeta, scrittore e aforista portoghese.
È considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, e per il suo valore è comparato a Camões. Il critico letterario Harold Bloom lo definì, accanto a Pablo Neruda, il poeta più rappresentativo del XX secolo.
Avendo vissuto la maggior parte della sua giovinezza in Sudafrica, la lingua inglese giocò un ruolo fondamentale nella sua vita, tanto che traduceva, lavorava, scriveva, studiava e perfino pensava in inglese. Visse una vita discreta, trovando espressione nel giornalismo, nella pubblicità, nel commercio e, principalmente, nella letteratura, in cui si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronimi. La sua figura enigmatica interessa gran parte degli studi sulla sua vita e opera, oltre ad essere il maggior autore della eteronimia.
Morì a causa di problemi epatici all'età di 47 anni nella stessa città dov'era nato. L'ultima frase che scrisse fu in inglese "I know not what tomorrow will bring... ", e si riportano come le sue ultime parole (essendo molto miope) "De-me os meus óculos!" (Datemi i miei occhiali).


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